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Grazie alla costante analisi del contesto produttivo dove opera, la Fondazione ITS Lombardo Mobilità Sostenibile ha progettato e avviato da tempo una serie di corsi post-diploma dedicati alla Logistica, costruiti secondo le necessità di figure professionali che le aziende del settore hanno espresso. Per l’anno formativo 2020-2021 la Fondazione ha ampliato la propria offerta con il corso di “Tecnico Superiore per la Logistica Sostenibile”, figura che è stata individuata grazie a una ricerca nata dalla collaborazione tra la Fondazione e la Business School dell’Università LIUC di Castellanza (Va) e che ha coinvolto numerose imprese.

Con Alessandro Creazza, professore Associato di Logistica e Supply chain management alla Scuola di Ingegneria Industriale della LIUC, impegnato attivamente nel nuovo corso, abbiamo approfondito l’opportunità per le imprese di dotarsi di questa figura specializzata nella logistica sostenibile.

Sostenibilità sociale per incrementare la brand reputation

Innanzitutto il docente chiarisce che il tema della sostenibilità si inserisce in un contesto ampio e globale, che fa riferimento all’Agenda 2030 dell’Onu e ai “goal” riferiti a questo ambito: “Il primo obiettivo relativo alla sostenibilità di Agenda 2030 riguarda ovviamente la salvaguardia dell’ambiente, ma c’è anche un ulteriore importante aspetto: la sostenibilità sociale – cioè riferita ai comportamenti etici -, delle imprese” esordisce Creazza. “Quest’ultima è meno facile da ‘misurare’, ma i nostri studi indicano che ha un decisivo ritorno di immagine e reputazione per le aziende. E se non viene presa in seria considerazione, può impattare negativamente dal punto di vista economico”. Non sono pochi infatti i casi di multinazionali la cui credibilità è crollata per non aver rispettato gli standard della sostenibilità sociale, intraprendendo iniziative dal carattere poco etico, e ciò ha causato danni economici non indifferenti.

Dalla sostenibilità può nascere anche un ritorno economico

Il docente sottolinea che può scaturire anche un ritorno economico interessante nell’applicazione dei principi della sostenibilità al proprio sistema aziendale. Spesso la sostenibilità è vista come un “costo” per le aziende, ma non è così. Interventi virtuosi in ottica ambientale e sociale possono avere riscontri positivi anche per il conto economico. Bisogna però affrontare il tema con la giusta ottica. “Facciamo un esempio: il rinnovo della flotta dei veicoli comporta senza dubbio un beneficio ambientale in termini di riduzione delle emissioni inquinanti, ma implica anche un investimento iniziale considerevole per l’azienda. I nuovi veicoli però consumano meno e contribuiscono dunque a ridurre i costi. Da qui si comprende” dice Creazza, “che investire nella sostenibilità porta nel tempo anche dei tangibili vantaggi al business”.

Esiste dunque uno stretto legame tra opportunità di ritorno ambientale e opportunità di ritorno economico. L’azienda deve essere in grado di identificare le ‘strade’ che mettono insieme queste due voci: “Sono molte, e vanno individuate e colte con lungimiranza”, e in questo ambito risulta fondamentale dotarsi di un esperto in logistica sostenibile, capace di bilanciare con profitto i due aspetti.

Un cambiamento di mentalità che sa portare risparmi

Il Tecnico Superiore in Logistica Sostenibile consente alle imprese di fare un ulteriore passo importante secondo Creazza: “Molte hanno la sostenibilità nel loro DNA, ma tendenzialmente nel settore c’è bisogno di incrementare ad ampio spettro il livello di consapevolezza e maturità in questo ambito. E per farlo occorre una figura che sappia portare e applicare una mentalità sostenibile a tutti i livelli aziendali, una persona che, supportando l’impresa nell’andare a concentrarsi oltre le sfide tipiche dell’operatività del day by day, abbia come mission la transizione verso un approccio più sostenibile in tutte le attività svolte per migliorare il business”.

Ecco perché diventa indispensabile il Tecnico Superiore per la Logistica Sostenibile: “Avere in organico una persona specializzata nella sostenibilità aiuta proprio a inquadrare il lavoro quotidiano nell’ottica della sostenibilità stessa, per cogliere tutte le opportunità provenienti dalla sostenibilità anche dal punto di vista del risparmio di costi e attività che il tema offre”. Il docente aggiunge un dettaglio non trascurabile che valorizza ulteriormente l’importanza di questa figura: “L’esperto nella sostenibilità si occupa del tema dell’economia circolare, sempre più in auge: si tratta di un modello di business che prevede che al termine del ciclo di vita di un prodotto esso non diventi uno scarto, bensì venga reimpiegato in un’altra filiera. Secondo i nostri studi – pubblicati nel recente libro “Economia Circolare e Management”, curato insieme ai colleghi Andrea Urbinati ed Emanuele Pizzurno, nell’ambito dell’economia circolare – il settore della logistica sembra attualmente maggiormente focalizzato sul recupero del prodotto, mentre esistono opportunità da cogliere tramite progettualità per reintrodurlo nel mercato, il che vuol dire aumentare la gamma dei servizi offerti e supportare attivamente il settore nella la transizione verso l’economia circolare.

Visione globale dei processi aziendali per lo sviluppo del business

Agli studenti che hanno intrapreso il percorso di Tecnico Superiore per la Logistica Sostenibile “forniremo gli strumenti per ottenere una capacità di visione di insieme dell’intero processo dell’azienda, che sappia guardare a monte e a valle di essa nella supply chain e nelle filiere al fine di individuare le azioni vincenti da mettere in campo, le linee di sviluppo e di miglioramento dal punto di vista organizzativo ed economico a partire dal concetto di sostenibilità. I nuovi Tecnici Superiori saranno in grado, dunque, di ottimizzare i processi non solo dell’azienda, ma anche di migliorare il modo con cui le imprese interagiscono con clienti e fornitori. Si tratta di una figura a tutto tondo, versatile, per questo offriamo ai giovani che frequentano il corso l’opportunità di ottenere i crediti formativi per accedere a una laurea triennale in Ingegneria Gestionale, cosa possibile grazie a una progettazione del corso di formazione pensata appunto per garantire maggiori opportunità di crescita personale e professionale agli studenti” conclude Creazza.

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