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Riccardo aveva le idee chiare quando ha scelto l’ITS “Industria 4.0 – Tecnico Superiore per la Ricerca e Sviluppo in ambito Meccanico e Aeronautico”: “Mi interessava la possibilità di inserirmi nel settore dell’innovazione a partire dalle necessità del tessuto imprenditoriale della zona in cui vivo”. E così dicendo descrive perfettamente la vocazione degli Istituti Tecnici Superiori, che nascono e si sviluppano proprio per rispondere ai bisogni occupazionali di alto livello delle imprese del territorio. Giunto al secondo e ultimo anno del corso, Riccardo ha scoperto di apprezzare molto le materie insegnate “che ti consentono di comprendere il funzionamento di un’azienda: in particolare prediligo le lezioni di lean manufacturing. In più, essendo le classi contenute come numero, possiamo entrare in rapporto cordiale con i docenti, facendo domande o chiedendo consigli”, particolarmente utili perché gli insegnanti degli ITS sono per la maggior parte professionisti del settore “e ci introducono molto bene nel mondo del lavoro”. Durante il tirocinio Riccardo ha progettato una gru da installare su una nave: “Esperienza avvincente, che mi ha insegnato molto. Lo stage è sicuramente un valore aggiunto per approfondire quello che studiamo”. Ma non si ferma qui: “Mi piacerebbe che gli insegnamenti fossero ancora più avanzati e specifici, effettuare più visite aziendali per verificare il funzionamento che studiamo in classe”.

Debora, compagna di classe di Riccardo, si è diplomata in Ragioneria, “ma capivo che non sarebbe stata quella la mia strada, tanto che leggevo i manuali di mio fratello, che studiava meccatronica. Avrei voluto scegliere quel corso, ma durante il colloquio di orientamento mi è stato proposto il corso di ‘Industria 4.0’. Ho accettato e non me ne pento. Ho scoperto infatti materie innovative e molto interessanti, come management e lean manufacturing. L’ITS ha un sistema di formazione ampio e completo ed è in grado di formare figure professionali di alto profilo. Perciò lo consiglio a chi vuole continuare a studiare dopo il diploma: occorre però, per quanto riguarda la nostra materia, essere curiosi, avere voglia di sperimentare, creare, progettare e mettere le mani in pasta”.

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