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Gli alunni del terzo e ultimo anno del corso di “Tecnico Superiore per la manutenzione degli aeromobili categoria – B1.1 EASA Part 66” stanno effettuando il loro periodo di tirocinio formativo. Ne abbiamo incontrati alcuni per sapere come affrontano questa nuova avventura, al contempo affascinante e impegnativa, come affermato loro stessi.

Michele si è innamorato di questo corso dopo un anno di Università, complice un Open Day della Fondazione in cui è rimasto “folgorato”. Dalla fine di aprile è in forza presso una compagnia aerea che ha una sede di manutenzione di linea a Malpensa. “Nella manutenzione di linea effettuiamo la revisione degli apparecchi prima che ripartano per un altro viaggio. Ho scelto questo tipo di lavoro per il mio tirocinio perché in esso c’è la sfida della velocità nella risoluzione dei problemi” spiega Michele, e aggiunge: “Anche per la sua durata, il tirocinio del 3° anno è il più importante, perché ci consente di capire molto bene quale sarà il nostro lavoro futuro”. Gli orari per esempio non sono più quelli della scuola, anzi: nel caso di Giovanni e Marco i turni si effettuano giorno e notte. “Ci avevano preparati all’aspetto della fatica di sottostare a certe tempistiche, ma l’impatto è stato comunque forte”, ammette Giovanni e, all’inizio “sei spaesato” gli fa eco Michele. Man mano però che ci si adatta alla nuova vita si scopre che “l’attività pratica è affascinante”, dice Marco: “è incredibile come ogni fase del lavoro sia organizzata alla perfezione e davvero nasce il desiderio di sentirsi protagonista e responsabile del compito che ti è dato da svolgere. È bello poi il fatto che ogni giorno scopro un lavoro diverso”. Altro punto entusiasmante “è che metti in pratica tutto quello che hai studiato negli anni precedenti e ciò mi ha convinto ancora di più della bontà del percorso di studi che ho scelto”. Anche Giovanni e Marco lavorano per una compagnia aerea e ogni giorno sono a stretto contatto con colleghi, e non più compagni di scuola, “estremamente disponibili ad aiutarci, a spiegare ciò che ancora non sappiamo e animati da una forte passione per il lavoro che svolgono” convengono tutti.

Che ruolo gioca durante il tirocinio la formazione ricevuta durante la frequentazione dell’ITS? Marco ritiene sia stata “estremamente valida, anche perché i docenti provenienti dalle imprese sono molto preparati e hanno catturato la nostra attenzione con esempi di situazioni reali”. C’è anche un aspetto più sottile che evidenzia Marco: “Il bello dell’ITS è che la classe è composta da un numero non elevato di studenti e questo ha permesso che ognuno di noi fosse seguito con attenzione in tutto il percorso, trovando aiuto ogni volta che avevamo bisogno”. Un aiuto che ha saputo costruire in questi giovani anche un grande senso di responsabilità: se infatti da un lato la loro ambizione è prendere la licenza di manutentore, dall’altro hanno compreso anche che “occorre davvero sentirsi pronti per assumersi questa importante responsabilità”. Pronti in tutti i sensi: umano e professionale. E il tirocinio serve a prepararsi anche a questo.

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