TAGLIAPIETRA LUCA 2

All’ITS c’è chi arriva senza alcuna esitazione, e chi invece lo scopre dopo altre esperienze formative che si sono rivelate non del tutto corrispondenti. Luca, per esempio, dopo il diploma si è iscritto all’Università, dapprima a Ingegneria e poi a Chimica, “ma il metodo proposto non mi soddisfaceva, perché non potevo mettere in pratica quello che studiavo”. Si è messo dunque alla ricerca di una scuola che unisse teoria e azione iscrivendosi al corso di Tecnico superiore per la manutenzione di aeromobili. Dopo tre anni di studi e di esperienze può affermare con sicurezza che “l’insegnamento è serio quanto quello universitario. Eppure qui non c’è quella freddezza e il rischio di un anonimato che percepivo frequentando la facoltà: il rapporto con i professori e i tutor è stretto e sicuramente caloroso”. In pratica, ci si sente chiamati per nome, e dunque non un semplice numero di matricola, come può accadere nei grandi atenei. Le classi dei corsi ITS, infatti, sono volutamente ristrette come numero di partecipanti: l’obiettivo è che ogni studente possa essere seguito per sviluppare al massimo le proprie potenzialità. Tra compagni, poi, si crea un senso di appartenenza forte e proficuo nell’affrontare le sfide di ogni giorno: dalla ricerca di un luogo dove abitare insieme, passando per le ore d’aula e laboratorio, per arrivare fino al momento del tirocinio formativo.

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